Sardinia Squid Festival
19 Gennaio 2011Avevo fissato il biglietto di A/R del traghetto già da tempo ma più si avvicinava la data fatidica più le speranze di poter uscire per mare si affievolivano. Non è che fossi preoccupato più di tanto: sapevo bene che il gran cerimoniere dell’evento, ossia “Sardus”, non ci avrebbe fatto mancare il solito, impeccabile supporto logistico che lo contraddistingue più come grande esperto della terraferma (o meglio delle gambe sotto il tavolo) che come uomo di mare… Il merito della riuscita dell’evento va, come è giusto che sia, equamente suddiviso tra tutti gli amici sardi intervenuti a cui va il mio personale ringraziamento. Su tutti il padrone di casa, l’internazionale “Franki the Squid” che a quanto abbiamo avuto modo di vedere ha in loco dei validi avversari nella difficile arte della pesca del calamaro.
Purtroppo per questioni di disponibilità sono stato costretto a disertare il primo giorno di gara, tra l’altro non disputatosi per le pessime condizioni meteo marine. In questo momento di smarrimento, c’ha pensato il buon Nestore a metterci il carico da 11 visto che, interpellato telefonicamente, mi dava la descrizione del cambio di programma improvvisato: un’interminabile pranzo a base di prodotti tipici tirato fuori dalla mitica anonima!! Come se non bastasse il buon Curzio, nel dubbio che mancasse qualcosa, atterrava con volo diretto Ryan Air con due belle forme di lardo di colonnata sotto le ascelle. Santiago portava il vino, Dio solo chi sa dell’ottimo olio fatto in casa; il demonio in persona poi, offriva il famoso formaggio coi vermi…. Con queste premesse il risultato era scontato: la progressiva tendenza allo sbiascicamento di Nestore nelle telefonate che si susseguivano mi faceva presagire il peggio, come la pittoresca foto attraverso il camino postata nel forum lascia intendere: il “nostro” ubriaco e come sempre tra i primi a cadere vittima delle potenti braccia di Morfeo che per lui sembra avere una simpatia davvero particolare…
Il giorno dopo quindi, appena sbarcato a Porto Torres mi fiondo a velocità siderale verso Bosa in compagnia dell’amico Giorgio nuovo del forum e non ancora avvezzo agli usi e costumi degli stravaganti frequentatori di questi raduni. Appena arrivato, il rombo delle onde che si frangono sugli scogli dell’antemurale della foce del fiume Temo mi fanno capire che anche per la giornata odierna di uscire a pesca in barca non se ne parla neppure. Infatti, rintanati al caldo del bar trovo i soliti toscani che sbevazzano cappuccini con tre cornetti per mano in compagnia di alcuni membri della gang sarda. Due bei baffoni di zucchero al velo sulla faccia di Santiago mi fanno capire che la festa aveva avuto origine antica… Come sempre, in ogni compagnia che si rispetti, c’è la pecora nera che subito avanza la proposta di un’uscita in foce a spigole a spinning: giustamente in eventi come questo il neurone folle che c’è in noi prende il sopravvento e, complice il “promettente” mare forza 10 partiamo bardati come marziani speranzosi come non mai; incontriamo qualche locale che crede che sia giunto l’Indipendence Day prima di conquistare l’ambita scogliera. Verso l’ora di pranzo l’urlo di Nestore rimbomba in tutta Bosa: “A Tavolaaaaaaaaa”. Visto il pingue bottino, dovuto forse all’acqua del Temo, densa e colorata come cioccolato fondente, non ci resta che riporre le canne e buttarci sugli avanzi della sera prima, per fortuna in grado di sfamare un esercito. L’abbondante vino non piega le nostre menti e Nestore, in preda al canto del cigno, ci costringe tutti dopo il caffè, ad una gara di pesca al calamaro dalla banchina del porto, o meglio “banchisa” visto il freddo. Pronti via e Kurt inzucca un calamaro seguito da Sardus che spiegando il lancio tecnico al povero Giorgio, mi scaraventa in mare, oltre al prezioso Egi, anche la canna col mulinello prestata al novello Sampei. Disperato, comincio ad inveire contro il cielo ma Sardus, impassibile, tira fuori una polpara e mi recupera tutto quanto. Comincio a fare foto ma poi il freddo mi costringe dentro la macchina di VanStaal adibita a discoteca nella circostanza.
Tralascio il racconto della cena a base di calamari fritti, seadas, vino locale e bella gente. La mattina ci troviamo in barca per un uscita a calamari; mancano all’appello i DJ Rickipei e Vanstaal reduci da una notte brava in discoteca ad ammirare il “principe George” del Grande Fratello 2009…. Il vento ha girato ed il mare è calmo. Distribuiti in due barche e recuperati i due nottambuli, in dieci facciamo ben 118 calamari che mi rendono un bimbo felice pregustando future preziose fritture natalizie. Che dire: forse chi non c’era s’è perso una grande occasione per passare uno stupendo week end in compagnia di persone uniche in un posto fantastico. Vi basta?






